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Probo e la Fedeltà dei soldati
9.9.2011
4,32g
22,3-23,1mm
4h
fig. 1
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Roma, 17.4.2013
... di seguito riporto gli elementi significativi pertinenti alla moneta di figura:

Antoniniano1, zecca di Roma, 281 d. C., RIC V/II 170 (pag. 36), Cohen VI 252 (pag. 278), indice di rarità "c".

Descrizione sommaria:
D. PROBV-S P F AVG2. Probo, busto radiato e corazzato a destra.
R. FIDES M-ILITVM3. Segno di zecca .4 La Fides, stante di fronte, testa a sinistra, tra due insegne.

La ricerca effettuata nel web ha prodotto i seguenti risultati:

  1. http://www.wildwinds.com/coins/ric/probus/RIC_0170.3.jpg *AAH*Probus 276-282 - Antoninianus "Fancy Arm Item # 1278092962 Final bid $12.00 Ended Oct-03-01 Seller ancientauctionhouse.com *AAH*Probus 276-282 - Antoninianus "Fancy Arm Probus 276-282 - Antoninianus "Fancy Armor" Obv: PROBVS PF AVG - Radiate bust right, cuirassed Rev: FIDES MILITVM - Fides standing left between two ensigns. 4.3gm. Exe: R (thunderbolt) (epsilon) = Rome mint Rome mint 276-282 AD - RIC 170 - Cohen 252.
  2. http://www.deamoneta.com/auctions/view/41/2181 2181  Impero Romano. Probo. 276-282 d.C. Antoniniano. D/ PROBVS PF AVG Busto radiato verso destra. R/ FIDES MILITVM La Fides stante tra due stendardi. In esergo R fulmine Epsilon. Zecca Roma. RIC 170. Peso 3,36 gr. Diametro 22,50 mm. BB+. Patina.
  3. http://www.cariboucoins.com/CopperMine/displayimage.php?pid=1329 Probus AD 276-282AD Silvered Antoninianus, RIC 170 21.1x21.6mm, 3.15g  Rome Mint PROBVS PF AVG, Radiate cuirassed bust right / FIDES MILITVM, Fides standing left holding two ensigns R Thunderbolt Є in exergue RIC V-II 170.
  4. vcoins Probus Silvered AE Antoninianus. PROBVS P F AVG, radiate cuirassed bust right / FIDES MILITVM, Fides standing left between two ensigns. R(thunderbolt)e in ex. RIC 170, Cohen 252. 4.02g 22mm VERY FINE Original silvering remaining.
  5. http://www.forumancientcoins.com/gallery/displayimage.php?pos=-86373 132 - Probus - RIC 170 - Bust type F (Rome) Obv:– PROBVS P F AVG, Radiate, cuirassed bust right Rev:– FIDES MILITVM, Fides standing left, holding two ensigns Minted in Rome (R Thunderbolt E in exe) Emission 6 Officina 5. A.D. 281 Reference:– RIC 170 Bust type F.
Concludo osservando che la moneta di figura presenta caratteristiche generali e di stile non difformi da quelle dei conî d'epoca.

Un saluto cordiale.
Giulio De Florio

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Note:

(1) Traggo dai link di cui sopra le caratteristiche fisiche degli antoniniani di Probo battuti dalla zecca di Roma e reperiti nel web:

Riferimenti Peso (g.) Asse di conio (ore) Diametro (mm)
Link1 4,3 - -
Link2 3,36 - 22,50
Link3 3,15 - 21,3
Link4 4,02 - 22
Si evince dalla tabella che le caratteristiche fisiche dell'antoniniano in esame (4,32g, 22,3-23,1mm, 4h) sono affini a quelle dei conî d'epoca.
(2) PROBVS Pius Felix AVGustus.
Alla morte di Aureliano, la successione al potere fu garantita da un vecchio senatore, Marco Claudio Tacito che governò per pochi mesi prima di essere ucciso da soldati ammutinati nel 276. Gli successe il fratello Floriano, appoggiato dai pretoriani di cui era prefetto ma quasi contemporaneamente le truppe siriache si sollevarono proclamando imperatore, nel 276, un loro generale, Marco Aurelio Probo, a quel tempo molto popolare per le notevoli doti di abilità e coraggio che aveva dimostrate in tutti gli scacchieri, ai quattro angoli dell’impero, in cui aveva combattuto. Alla morte di Tacito, Probo era prefetto in Oriente e lo scontro con Floriano fu inevitabile. I due eserciti si fronteggiarono in Asia Minore ma, prima della battaglia, Floriano fu ucciso dai propri soldati.
Probo fu presto impegnato contro Franchi e Alemanni, che, già dal tempo di Tacito, avevano invaso la Gallia. Dopo sanguinose battaglie Probo li ricacciò oltre il Reno. Il territorio fra l'alto corso del Reno e quello del Danubio, perduto ai tempi di Gallieno, fu di nuovo in parte occupato dalle truppe romane. Circa 15.000 Franchi e Alemanni furono arruolati nell'esercito romano (277). Dopo aver consolidato i confini renano e danubiano, Probo si spostò in Asia Minore per reprimere la tribù montanara degli Isauri che fin dai tempi di Gallieno si era dichiarata indipendente. D'altra parte questo popolo anche prima aveva riconosciuto il potere di Roma solo a parole. Quasi inaccessibili per le truppe romane nei loro nidi di montagna, i pirati Isauri avevano costituito per molti secoli una minaccia per i paesi vicini. Per paralizzare le loro attività i Romani avevano circondato l'Isauria con una catena di fortificazioni; ma ciò non era stato sufficiente. Probo si spinse proprio nel cuore della regione, distruggendone le difese. Particolarmente accanita fu la resistenza di Cremna (oggi Girme, in Pisidia, regione sud-orientale dell’odierna Turchia), la quale dopo un lungo assedio fu presa d'assalto (279). Una nuova rivolta fu soffocata nell'Egitto meridionale. Poi fu la volta della ripresa in Gallia della sollevazione dei Franchi capeggiati da un certo Proculo che si era fatto acclamare imperatore a Colonia. Dopo la morte di quest'ultimo Probo dovette intervenire di persona contro il successore Bonoso. Una rivolta fu sedata anche in Britannia, poi venne la sollevazione della Siria che proclamò imperatore Saturnino, presto ucciso dai propri stessi soldati.
Nel 281 gli ultimi aneliti del movimento rivoluzionario sembravano soffocati e Probo poté festeggiare a Roma uno splendido trionfo. La calma sopravvenuta nell'Impero diede all'imperatore la possibilità di dedicarsi alla ricostruzione della vita economica. I lunghi anni di guerre civili avevano definitivamente danneggiato le forze produttive dell'Italia e delle province. Il commercio era quasi cessato, i campi erano incolti, numerose città distrutte e disertate dalla loro popolazione. Probo attese particolarmente allo sviluppo della viticoltura nelle province: in Spagna, Gallia, Pannonia, Illiria. Per i lavori necessari (trapianto di viti, irrigazione) egli utilizzò largamente l'esercito, e sembra che appunto ciò fosse causa di malcontento tra i soldati. Altra causa di malcontento furono la severità e le esigenze dell'imperatore che cercava di portare la disciplina a un livello più alto. Nel 282 le truppe di Pannonia si ribellarono proclamando imperatore il capo della guardia Marco Aurelio Caro, e Probo, nel tentativo di contrastarlo, fu ucciso dai suoi stessi soldati.
(3) FIDES MILITVM (la Fedeltà dei soldati). Nel solco della tradizione precedente anche Probo si appellò alla Fedeltà dei soldati che però, ad un dato momento, tradirono anche lui.
(4) Il segno di zecca si compone di tre parti, la lettera "R", indicativo di zecca (R=Roma), il simbolo del fulmine, che denota l'emissione monetale del 281 (la sesta del regno, v. link), ε che indica l'officina monetale (la quinta di sette attive nel periodo, denotate con le lettere: A, B, Γ, Δ, ε, Σ, Ζ).
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