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Massenzio, salvatore della sua città
20.8.2012
Buon giorno signor De Florio
Le invio in allegato le foto della moneta, di cui chiedo la sua consulenza
Caratteristiche della moneta:
- Peso gr. 5,8
- Diametro max. mm. 28,1
- Diametro min. mm. 24,6
- Asse di conio: 0° (ovvero ore 12)
- Materiale: Bronzo
- Magnetica: NO
- Colore: Verde - Grigio scuro
L'indirizzo del destinatario è stato tratto dal sito www.monetaromana.it/
Lo scrivente autorizza il destinatario all'uso incondizionato delle foto allegate
Resto in attesa di una sua cortese risposta
Ringrazio e cordiali saluti.
fig. 1
Cliccare sulle immagini per ingrandire
Duisburg, 21.8.2012
Egregio Lettore,
riporto di seguito i dati significativi pertinenti alla sua moneta:

Follis1, Ticinum, autunno 307 ÷ c. 309-310 d. C., RIC 91 (pag. 294), indice di rarità "C2"

Descrizione (sono indicate in rosso le parti della leggenda usurate e non più leggibili):
D. MAXENTIVS P F AVG2. Massenzio, testa laureata a destra.
R. CONSERV - VRB SVAE3. Roma seduta di fronte, testa a sinistra, all'interno di un tempio esastilo, sorregge un globo con la destra, con la sinistra uno scettro. Sfere come acroteri. Segno di zecca ?T in esergo4.

La ricerca nel web di monete di pari tipologia ha prodotto i seguenti risultati:

  1. http://www.acsearch.info/record.html?id=184685 Source Numismatik Lanz München Auction 97 (22.05.2000) Lot 981  ( «  |  » ) Description RöMISCHE MüNZEN KAISERREICH MAXENTIUS (307-312) No: 981 Schätzpreis/Estimation DM 150,- d=25 mm Follis, 307-308, Ticinum. MAXENTIVS P F AVG. Büste mit Lorbeerkranz, Paludament und Panzer rechts. Rs: CONSERV - VRB SVAE / TT. Sechssäulige Tempelfront auf zweistufigem Podium, im Inneren Roma mit Globus und Szepter en face thronend. RIC 95. 6,12g. Selten. Rotbraune Patina mit kleinen Korrosionsspuren, fast vorzüglich.
  2. http://www.numisology.com/Maxentius.htm Maxentius augustus —struck by Maxentius Ticinum, 307-308 obv.- MAXENTIVS P F AVG; laureate head of Maxentius right rev.- CONSERV VRB SVAE; helmeted Roma seated facing, head left, in hexastyle temple, holding globe and scepter; ST in ex RIC VI Tic 91 25mm; 9.1g; nummus overweight by 2 grams from expected range.
  3. http://www.beastcoins.com/RomanImperial/VI/Ticinum/Z95.jpg Maxentius, AE Follis, Autumn 307-Spring 308, Ticinum, Officina 3 MAXENTIVS P F AVG Laureate head right CONSERV-VRB SVAE Roma seated facing, head left, in hexastyle temple, globe in right hand, scepter in left, empty pediment, knobs as acroteria TT in exergue 24mm x 26mm, 7.68g RIC VI, 91 (C2).
  4. http://www.freemanandsear.com/displayproduct.pl?prodid=3824 R7374 0 ROMAN EMPIRE: Maxentius (AD 306–312). Billon follis (9.15 gm). Ticinum, autumn AD 307–spring 308. MAXENTIVS P F AVG, laureate head of Maxentius right / CONSERV VRB SVAE, Roma seated, head left, within hexastyle temple, roof decorated with statuary, S T in exergue. RIC 91. Glossy chocolate brown patina, with some residual silvering. A bit lightly struck at highest points of obverse, otherwise good very fine. PRICE: $225  SOLD!
  5. http://www.coinarchives.com/a/lotviewer.php?LotID=492777&AucID=885&Lot=1139&Val=0dac22f606d1bcad75798ba5b55e7fd0 Comptoir Général Financier > Mail Bid Sale 41 Auction date: 26 November 2009 Lot number: 1139 Price realized: 100 EUR  (approx. 151 USD as of the auction date)   Note: Prices do not include buyer's fees. Lot description: MAXENTIUS (28/10/306-28/10/312) Marcus Aurelius Valerius Maxentius Auguste (04/307-28/10/312) Follis ou nummus Date : 307-308 (automne 307 - printemps 308) Mint name : Émilie, Ticinum Metal : copper Diameter : 24,5mm Orientation dies : 5h. Weight : 6,12g. Condition : MS/VF Starting price : 100 € Estimate : 160 €Condition : Exemplaire sur un flan bien centré des deux côtés. Beau portrait bien venu à la frappe. Frappe un peu molle au revers. Patine marron glacé avec des reflets métalliques. Catalogue references : C.27 - RIC.91 - MAR.12.
  6. http://www.coinarchives.com/a/lotviewer.php?LotID=474301&AucID=865&Lot=428&Val=48ab1d299f8db1e35d0ba414e7a2fff5 Comptoir Général Financier > Mail Bid Sale 11 Auction date: 21 January 2002 Lot number: 428 Price realized: Unsold Lot description: MAXENTIUS (28/10/306-28/10/312) Marcus Aurelius Valerius Maxentius Auguste (04/307-28/10/312) Follis ou nummus Date : 308-310 Mint name : Émilie, Ticinum, Pavie Metal : copper Diameter : 26mm Orientation dies : 6h. Weight: 6,01g. Condition : MS/EF Starting price : 99 € Estimate : 144 € Condition : Portrait magnifique. Patine marron glacé. Frappe un peu molle au revers. Catalogue references : C.27 - RIC.91 - MAR.12 Obverse legend : MAXENTIVS P F AVG. Obverse description : Tête laurée de Maxence à droite (O*). Obverse translation : 'Maxentius Pius Felix Augustus', (Maxence pieux heureux auguste). Reverse legend : CONSERV - VRB SVAE// PT. Reverse description : Temple hexastyle avec fronton triangulaire décoré de statues ; à l'intérieur, statue de Rome casquée et drapée assise sur un bouclier à gauche, tenant un globe et une haste, couronnée par la Victoire qui est placée derrière elle. Reverse translation : 'Conservatores Urbis Suæ', (Les protecteurs de leur ville).
  7. http://wildwinds.com/coins/ric/maxentius/_ticinum_RIC_095.jpg Maxentius. AE Follis. 307-308 AD. MAXENTIVS PF AVG, laureate, draped & cuirassed bust right CONSERV-VRB SVAE, Roma seated facing, head left, in hexastyle temple, holding globe & scepter, shield at side, knobs as acroteria; empty pediment, PT in ex. RIC VI Ticinum, 95, rated common. Contributed by Dane for Roma Numismatics, June 2009.
  8. http://www.treasurerealm.com/coinpapers/roman/VI/Ticinum/coins/630091__0.html RIC91, Maxentius: Follis (0307AD-0308AD) Obv: Laureated head of Maxentius right MAXENTIVS P F AVG Rev: Roma seated facing, head left, in hexastyle temple, right hand holding globe, left hand a scepter; knobs as acroteria; plain pediment CONSERV - VRB SVAE.
Venendo allo specifico della moneta in esame, osservo che, nonostante l'abrasione del segno di zecca, è stato possibile pervenire alla catalogazione precisa sulla base dei soli elementi contenuti nella descrizione.
Concludo affermando che, per quanto consentito da una valutazione a distanza, la moneta appare autentica.

Un saluto cordiale.
Giulio De Florio

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Note:

(1) Il RIC indica, come peso del follis del periodo, 6-7 grammi e, come asse di conio, un valore 0h o 12h. Traggo dai link di cui sopra le caratteristiche fisiche di alcuni follis della tipologia di figura battuti dalla zecca di Ticinum che raccolgo di seguito in tabella:

LINK Peso (g.)  Asse di conio (ore)
Diametro (mm)
1 6,12 - 25
2 9,1 - 25
3 7,68 - c.25
4 9,15 - -
5 6,12 - 24,5
6 6,01 6 26
Dalla tabella si evince che il follis di figura presenta caratteristiche fisiche (5,8g, c. 26mm, 0h) comparabili con quelle dei conî d'epoca.
(2) Nel 286 Diocleziano mutò l'assetto costituzionale dello stato optando per la diarchia e a questo scopo elevò al rango di Augusto un suo generale, Massimiano, detto Erculio, conferendogli la responsabilità di governo sulle province occidentali e mantenendo per sé il governo delle province orientali. Il 1° marzo del 293, DIOCLEZIANO mutò ulteriormente l'assetto costituzionale passando dal sistema diarchico a quello tetrarchico; in questo contesto ciascun Augusto doveva scegliere il proprio successore con il quale condividere il potere, con l'intesa che dopo venti anni di regno l'Augusto in carica si sarebbe dimesso per dare spazio al proprio successore designato. Diocleziano designò così, come proprio successore e secondo in comando, conferendogli  il titolo di Cesare, Caio GALERIO Valerio Massimiano mentre MASSIMIANO Erculio scelse come secondo Caio Flavio Valerio COSTANZO (noto come Costanzo Cloro), quest'ultimo gerarchicamente più anziano di Galerio.

Si costituì così la prima Tetrarchia formata da due Augusti e da due Cesari, un sistema di governo che Diocleziano aveva fortemente voluto nell'intento, tra l'altro, di evitare le successioni ereditarie e le conseguenti lotte di successione, preferendo scelte basate sul merito e sulle capacità personali dei prescelti (in altra pagina di questo sito vengono trattate in modo più estensivo le ragioni fondanti della tetrarchia - cliccare qui). Il 1 maggio del 305 DIOCLEZIANO, giunto al ventesimo anno di governo, si ritirò dalla vita pubblica, e altrettanto pretese da MASSIMIANO Erculio. Con l'uscita di scena, i due dimissionari augusti assunsero il titolo puramente onorifico di "Seniores Augusti, felicissimi et beatissimi", mentre GALERIO e Costanzo ascesero al rango di Augusti, rispettivamente d'Oriente e d'Occidente. Ma a guadagnarci fu sopra tutto GALERIO. Infatti, anche se Costanzo Cloro, come Augusto senior, possedeva il supremo potere legislativo, come era stato quello di Diocleziano prima di lui, fu GALERIO a scegliere, tra gli uomini certamente a lui fedeli, i due nuovi Cesari nelle persone di Flavio Valerio SEVERO (Cesare d'Occidente) e Valerio MASSIMINO DAIA, suo nipote e Cesare d'Oriente. La decisione scontentò gli occidentali: MASSIMIANO Erculio, perché non aveva accettato il ritiro coatto, suo figlio MASSENZIO e il figlio di Costanzo, COSTANTINO, perché tagliati fuori dalla successione. MASSENZIO in particolare si trovò irrimediabilmente tagliato fuori anche politicamente perché, a causa del carattere difficile e altezzoso, nonostante il legame di parentela con GALERIO (ne aveva sposato la figlia), era in pessimi rapporto sia con il suocero che con il proprio genitore.

La crisi politica del sistema tetrarchico scoppiò quando Costanzo Cloro, il 25.7.306, sul letto di morte ad Eburacum (l'odierna York al confine con la Scozia) dove si trovava, conferì l'imperium a COSTANTINO alla presenza dei soldati che non avrebbero mancato di acclamarlo addirittura Augusto se non fosse stato per l'insistenza di COSTANTINO ad accettare solo il titolo di Cesare. Costantino cercò subito di farsi riconoscere da Galerio che, con la morte di Costanzo, era diventato l'Augusto senior e a questo scopo gli inviò la tradizionale effige laureata che simboleggiava il suo nuovo status. Respingere la richiesta avrebbe avuto il significato di una dichiarazione di guerra, sicché Galerio si piegò al fatto compiuto e dopo aver elevato SEVERO (più anziano per età di MASSIMINO DAIA) al rango di Augusto, riconobbe la posizione di COSTANTINO quale membro più giovane del sistema tetrarchico. Nello stesso periodo scoppiavano a Roma tumulti popolari causati delle tasse imposte da GALERIO alla popolazione romana che, per tradizione secolare, non era abituata a pagarle. Approfittò della situazione MASSENZIO che, postosi a capo della rivolta, il 28.10.306 si fece acclamare dal popolo e dai pretoriani. Nella speranza che GALERIO accettasse il fatto compiuto, come già era avvenuto con COSTANTINO, MASSENZIO evitò in un primo tempo di usare il titolo di Augusto limitandosi a farsi chiamare "princeps", l'appellativo adottato secoli prima da Ottaviano Augusto. Ma alla fine, per conferire una legittimità di facciata al suo regime chiese ed ottenne dal padre MASSIMIANO Erculio il riconoscimento formale del proprio status in cambio di un analogo riconoscimento da parte sua nei confronti del padre.

GALERIO tuttavia non volle assecondare le aspirazioni di MASSIMIANO e di MASSENZIO e ordinò a SEVERO, in qualità di Cesare d'Occidente, di assumere con le armi il controllo e il governo della penisola. SEVERO passò in Italia ma, abbandonato dai soldati, fu consegnato nelle mani di MASSENZIO che lo fece uccidere. GALERIO decise allora di intervenire personalmente e, all’inizio dell’estate del 307, invase l’Italia, avanzando verso sud e accampandosi ad Interamna sul Tevere. Ma il suo esercito non era sufficientemente numeroso per battere l'avversario. Le trattative intraprese con MASSENZIO risultarono infruttuose  e quando GALERIO si accorse che MASSENZIO stava cercando di corrompere i suoi soldati, per evitare di fare la fine di SEVERO, ripiegò rapidamente nei propri territori.

La situazione di MASSENZIO tuttavia si presentava tutt'altro che facile, le due campagne militari di SEVERO e GALERIO avevano portato la distruzione nelle campagne italiche. Inoltre la rivolta di L. Domizio Alessandro aveva ridotto gli approvvigionamenti di grano dall'Africa che poterono riprendere solo nel 309 quando la rivolta africana fu repressa. Nell'ottobre-novembre del 308 GALERIO convocò a Carnuntum una conferenza il cui risultato fu l'elevazione di LICINIO ad Augusto al posto dello scomparso SEVERO, il riconoscimento di MASSIMINO DAIA e COSTANTINO nella qualità di "filii Augustorum" (titolo formale privo di potere reale). Nel contempo MASSIMIANO Erculio fu completamente cancellato dalla scena politica e MASSENZIO fu additato come nemico pubblico in attesa che qualcuno lo eliminasse. MASSIMIANO Erculio si rifugiò allora nei territori di COSTANTINO dove tentò di rialzare la testa complottando contro il genero, poi perdute le speranze di risalita, nel 310 si suicidò. MASSENZIO rimase invece in sella ancora per quattro anni, sino a che COSTANTINO non pose fine al suo regno e alla sua vita il 7 ottobre del 312 nella battaglia di Ponte Milvio, alle porte di Roma. Altre notizie storiche sul periodo possono essere attinte dal sito: http://www.roman-emperors.org/maxentiu.htm.
(3) CONSERVator VRBis SVAE ovvero salvatore della sua città. Nel periodo in cui la moneta in esame fu battuta nel nome di Massenzio, lo fu anche nel nome di: segno che Massenzio si era dato l'obiettivo di ottenere da Massimiano Erculio e sopra tutto da Costantino il riconoscimento del suo regime.
(4) Il segno di zecca si compone di due parti, la prima lettera, illeggibile, indica l'officina monetale (P, S o T), la seconda lettera è l'indicativo di zecca (T=Ticinum, illeggibile per abrasione).Ticinum corrisponde all'odierna Pavia posta alla confluenza tra Ticino e Po.
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