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Roma, 6.9.2005
Egregio Lettore,
trascrivo di seguito i dati
significativi pertinenti alla sua moneta:
Aureo1,
zecca di Antiochia2.
D. IMP CAES C PESC NIGER
IVST COS II3.
Pescennio Nigro, testa laureata a destra.
R. P M TR P XVIIII COS
IIII P P4.
Serapide con "polos" sulla testa5,
drappeggiata, in piedi di fronte, con la testa volta a sinistra, mano destra
sollevata, scettro trattenuto con la mano sinistra in prossimità
della spalla sinistra.
Per avere un'idea di come si
presenta il dritto di una moneta autentica di Pescennio Nigro, si può
consultare il sito che segue: http://www.wildwinds.com/coins/ric/pescennius_niger/i.html,
mentre per il rovescio di Serapide, presente sull' aureo di Caracalla (si
veda la nota (4)), si può consultare il seguente
link: http://www.coinarchives.com/a/lotviewer.php?LotID=42784&AucID=46&Lot=1024.
In conclusione, a mio avviso,
la moneta di figura è un falso moderno, realizzato per giunta in
modo stilisticamente approssimativo, nel quale sono stati uniti insieme
dritto e rovescio di due monete diverse, in particolare, per il dritto,
è stata utilizzata la moneta classificata come RIC
IV/I 39 e per il rovescio l'aureo classificato RIC
IV/I 280. Ad ulteriore conferma della valutazione sopra espressa c'è
il parere dell'orefice che esclude la presenza di oro nella lega metallica
della moneta (si veda in proposito la nota (1)).
Un saluto cordiale.
Giulio De Florio
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Note:
(1) Il
primo aspetto contraddittorio di questa moneta sta nel peso (3,90g), decisamente
troppo leggero per un aureo. A titolo di esempio, l'aureo di Caracalla
di cui alla nota (4) pesava 6.46g. D'altra parte l'assenza
della sigla senatoria (S C) sul rovescio della moneta fa escludere che
la moneta, se autentica, possa essere di materiale diverso dall'oro.
(2) Tutte
le monete di Pescennio Nigro, almeno quelle che recano COS II nella leggenda
del dritto, furono quasi di certo battute dalla zecca di Antiochia, come
si desume dai cenni biografici nella nota successiva.
(3) IMPerator
CAESar Caius PESCennius NIGER IVSTus COnSul II. Riferisce il RIC che non
si sa con certezza se il nome "Iustus" sia parte integrante dello stile
iniziale di Pescennio Nigro, tuttavia l'inserimento di questo nome nella
titolatura non può essere stato casuale, in quanto le fonti antiche
riportano che il tema della giustizia fosse parte importante del programma
di governo di questo sovrano e che la sua elevazione ad Augusto avesse
sollevato grandi speranze in alcuni ambienti romani.
Nato nel 135÷140 da
famiglia equestre, Pescennio Nigro fu fatto senatore nel 180 d.C. circa
e poi inviato come legato in Dacia. ove condusse con successo la guerra
contro i barbari. Nel 188 fu incaricato da Commodo di reprimere la ribellione
di Materno in Gallia. Nel 190 fu nominato console per la prima volta e
nel 191 fu governatore della Siria. Dopo la morte di Pertinace, attorno
alla metà di aprile del 193, fu acclamato imperatore dalle truppe
di stanza ad Antiochia, ottenendo il riconoscimento nelle province orientali.
Con il primo gennaio del 194 assunse il secondo consolato. A Roma tuttavia
Settimio Severo aveva preso il controllo della situazione ad era riuscito
ad ottenere il riconoscimento del Senato. Lo scontro con Settimio Severo
fu inevitabile. La posizione di Pescennio fu indebolita dalla defezione
di alcune legioni; successivamente un suo generale, Asellio Emiliano, fu
sconfitto a Cizico nel 193, quindi Pescennio fu battuto a Nicea nel 194
e infine ad Isso. Tentò invano di fuggire nel regno dei Parti ma
fu raggiunto e ucciso, probabilmente nel 195 (secondo BMC
V). Il dritto di figura potrebbe essere stato ripreso da un denario
di Pescennio Nigro (quello classificato RIC
IV/I 39) che presenta la stessa insolita leggenda della moneta di figura,
priva del consueto "AVG" nella titolatura del dritto.
(4) Pontifex
Maximus TRibunicia Potestas XVIIII COnSul IIII Pater Patriae. La leggenda
del rovescio di questa moneta costituisce la prova palese che siamo di
fronte ad un falso. Salta infatti agli occhi che Pescennio Nigro, il quale
nella titolatura del dritta viene indicato come Console per la seconda
volta, figuri poi, nella leggenda del rovescio, come Console per la quarta.
La contraddizione potrebbe spiegarsi con il fatto che l'artigiano che ha
realizzato in tempi moderni questa moneta abbia pasticciato copiando il
dritto di una moneta di Pescennio Nigro e il rovescio di un aureo
di Caracalla (per l'esattezza quello classificato RIC
IV/I 280). O può darsi che l'artificio sia stato intenzionale,
dal momento che combinando in tutti i modi possibili quattro calchi si
possono realizzare sei monete diverse.
(5) Il
polos è la traslitterazione nell'alfabeto latino di una parola greca
che indica acconciatura dei capelli oppure corona. |