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Roma, 29.5.2004
Egregio Lettore,
di seguito le fornisco gli
elementi che mi è stato possibile raccogliere sulla moneta che mi
ha segnalato:
Zecca di Roma, Denario, RICIV/II
83A, BMC/V 207, 219-222
d.C., indice di rarità: "comune"
D. Testa di Elagabalo
laureata a destra, busto drappeggiato. IMPANTONINVSPIVSAVG1.
R. Fortuna in piedi
a sinistra sorregge un timone posto su un globo e una cornucopia. FORTVNA
EREDVCI2.
Ho trovato nel web monete di
tipologia simile a quella di figura di cui di seguito fornisco una selezione
a titolo di confronto e per le indicazioni di valore:
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http://www.wildwinds.com/coins/ric/elagabalus/t.html
ORC9660 Elagabalus, denarius, Ch. EF Elagabalus, AR denarius, (2.60g) IMP
ANTONINVS PIVS AVG Laureate draped and cuirassed bust right. / FORTVNAE
REDVCI Fortuna standing, holding rudder and cornucopia. RIC83a; RSC 50.
Choice EF, nice metal, full flan. Currently$47.81
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http://www.wildwinds.com/coins/ric/elagabalus/i.html
RIC 83a Elagabalus, AR denarius. IMP ANTONINVS PIVS AVG Laureate draped
and cuirassed bust right / FORTVNAE REDVCI Fortuna standing, holding rudder
and cornucopia. RSC 50
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http://tinyurl.com/2d84oSilver
Denarius of Emperor Elagabalus - C.5061 Origin: Mediterranean Date: 220
AD to 222 AD Collection: Numismatics
Style: Roman Medium: Silver
$210.00 Location: United States
Per quanto concerne la moneta
di figura, le caratteristiche fisiche dichiarate rientrano nella casistica
del periodo3.
Un saluto cordiale.
Giulio De Florio
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(1) IMPerator
ANTONINVS PIVS AVGvstvs. L'utilizzo di IMP (imperator)
come praenomen è inteso ad enfatizzare il fondamento militare
del potere di questo sovrano. Il titolo di "Pius", caratteristico di Antonino
Pio, fu mutuato dai suoi successori che prendono perciò il nome
di "Antonini". Elagabalo in particolare fu "Pivs" nelle ultime emissioni
romane e "Pivs Felix" su alcune di quelle orientali. La particolare leggenda
del dritto ascrive la moneta ad un periodo di emissione compreso tra il
220
e il 222 d.C., forse addirittura al 219, quando il sovrano si spostò
a Roma dalla Siria.
Interessante
storia quella di Vario Avito Bassiano, detto Elagabalo (o Eliogabalo).
Dovette la sua ascesa alla nonna materna, Giulia Mesa, sorella dell'imperatrice
Giulia Domna, moglie dell'imperatore Settimio Severo, della cui vita si
è accennato in altra pagina di questo sito (cliccare
qui). Si ricorderà che Giulia Domna, dopo l'assassinio del figlio
Caracalla ad opera del prefetto pretorio Marco Opellio Macrino, mauritano
di origine, era stata esiliata con tutta la famiglia ad Emesa, sua città
natale e non sopportando la nuova condizione, aveva preferito lasciarsi
morire di fame. Dopo la morte di Caracalla, Macrino era stato immediatamente
elevato al soglio imperiale ma non aveva saputo soddisfare le aspettative
di chi l'aveva appoggiato nell'ascesa, in primo luogo l'esercito. Una sfortunata
campagna militare contro i Parti, seguita da una pace comprata a peso d'oro,
creò presto un clima di sedizione di cui approfittò Giulia
Mesa la quale vantava dalla sua parte la tradizione di prodigalità
dei Severi e di Caracalla. Valendosi delle sue immense ricchezze, ella
complottò con gli ambienti militari convincendoli ad appoggiare
l'elevazione del nipote Vario Avito Bassiano, sacerdote del Sole (nel solco
della tradizione di famiglia). Bassiano divenne imperatore assumendo il
nome di Marco Aurelio Antonino che era stato anche quello di Caracalla
e quello di Commodo prima di lui. Macrino fu sconfitto sotto Andochia,
poi catturato e ucciso mentre fuggiva in occidente. Lasciata Emesa, il
nuovo sovrano non abbandonò i doveri sacerdotali. Il senato fu costretto
ad accogliere nel pantheon romano «l'invitto dio sole Eliogabalo»,
di cui sacerdote supremo era lo stesso imperatore. Al nuovo dio fu elevato
un tempio vicino al palazzo imperiale sul Palatino, dove fu trasferito
l'altare della dea Vesta insieme ad altre reliquie sacre dello Stato romano.
Questo fatto dimostra non solo la stravaganza dell'imperatore, ma anche
la servilità del senato; esso svela pure che in Italia e nelle regioni
orientali dell'Impero si erano diffuse in quell'epoca varie credenze e
culti orientali che avevano creato una variegata mescolanza religiosa.
Questo sincretismo religioso creò la base sulla quale proprio a
quel tempo cominciò rapidamente a diffondersi il cristianesimo.
Tuttavia la svolta decisiva di apertura verso l'Oriente non poté
non determinare la protesta di vasti circoli sociali. L'opposizione alla
politica orientale di Eliogabalo fu rafforzata dal malcontento determinato
dalla condotta del giovane imperatore e della cricca di corte. È
vero che, al riguardo, a Roma non rimaneva molto di che meravigliarsi,
ma ciò che succedeva alla corte di Eliogabalo superava qualsiasi
misura di impudenza. Nonostante la giovane età, l'imperatore era
estremamente corrotto. Egli era un pervertito sessuale; le scene di dissolutezza
che si svolgevano sul Palatino superavano di gran lunga le orge di Caligola,
Nerone e Commodo. Le persone più vicine all'imperatore, la madre
Semia, il favorito Ierocle, il prefetto di Roma Fulvio, il ministro delle
finanze Eubulo e altri dissipavano apertamente il denaro dello Stato e
si permettevano inauditi abusi.
La nonna
di Eliogabalo, Giulia Mesa, che all'inizio dirigeva tutti gli affari di
Stato, comprese presto che la sua « creatura » era assolutamente
incorreggibile e che non solo sarebbe stata incapace di consolidare la
dinastia, ma che al contrario l'avrebbe inevitabilmente rovinata. Perciò
ella convinse Eliogabalo ad adottare il cugino Alessandro, figlio di Mamea
(la più giovane delle figlie di Giulia Mesa), e a proclamarlo Cesare.
Subito dopo Eliogabalo, allora diciottenne, insieme a sua madre Giulia
Semia e a tutta la loro cricca (inizio del 222) furono uccisi dai pretoriani.
Gli elementi biografici sul regno di Elagabalo sono tratti dal Kovaliov.
(2)FORTVNAE
REDVCI. La dedica è alla Fortuna che è "redux" in quanto
procura il ritorno e protegge il sovrano nei suoi movimenti.
(3)Secondo
BMC, il peso del denario era di c. 2,98 g. (media su 174 esemplari) mentre
l'asse di conio era indifferentemente ad ore 0 o ad ore 6. Sei esemplari
catalogati da BMC presentano le seguenti caratteristiche fisiche:
classificazione
BMC |
peso
(g) |
diametro
(mm) |
asse
di conio
(ore) |
| 203 |
2,94 |
19,0 |
6 |
| 204 |
2,46 |
20,3 |
6 |
| 205 |
2,95 |
21,6 |
0 |
| 206 |
2,49 |
20,3 |
6 |
| 207 |
3,06 |
20,3 |
0 |
| 208 |
3,34 |
20,3 |
6 |
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